Il mio stileChe grande gruppo, era quello dei La Crus e che peccato che nei loro quasi quattro lustri di attività abbiano raccolto così poco sul piano delle vendite.                                                                                            

A conferma della classe dei suoi componenti Mauro Ermanno Giovanardi - l'ex front man della band milanese - sta facendo una carriera da solista di tutto rispetto. In confronto a Ho sognato troppo l'altra notte?, il precedente album di inediti, Il mio stile è meno pop e non ha come tratto caratterizzante un gruppo d' archi, bensì un quartetto di voci che arricchisce alcune splendide canzoni. Che il Nostro non voglia ripetersi lo dicono i fatti: non c'è il suo storico collaboratore Alex Cremonesi, mentre sono subentrati Giuseppe Anastasi, il navigato Cheope e Niccolò Agliardi.
Se c'è un Dio è un gospel ultra ironico scritto dallo Zucchero più giocoso (e chissà che vorrà dire quando Joe canta: "Unico colpevole al verdetto/lama dell'affetto/più vodka che sorbetto"). Nel singolo Quando suono, più che mai solare, regna comunque la dichiarazione di temerarietà ("Quando suono sono vivo/se mi spari sopravvivo senza te"), mentre la crepuscolare Nel centro di Milano potrebbe essere la seconda parte della lacrusiana Natale a Milano. Il brano che suggella la fine dell'album, Anche senza parlare è firmato Gianmaria  Testa, potrebbe essere un evergreen dimenticato degli anni '60. Doveroso infine citare il bellissimo ripescaggio di Il tuo stile di Leo Ferré, che non ha bisogno di presentazioni, spero. No, non è lo stilista.
Che dire? Ci si augura che Giovanardi vada avanti e lasciate le sonorità sonorità sixties ci sorprenda davvero. Magari tornando al suo antico amore, il blues.