1“Ciao Mario, buona notte! Vado a letto!”
“Buona notte anche a te!”
La macchina si è fermata all'improvviso in una radura deserta, davanti a una struttura nera, come guidata da una forza esterna; abbiamo provato più volte a farla ripartire, ma non ci siamo riusciti.

Decidiamo, io e Mario, di scendere e di varcare i cancelli di questo mausoleo, nero come la notte, per chiedere2 aiuto. La cosa bizzarra è che appena entrati ci siamo trovati in un cimitero nebbioso e per nulla rassicurante, ma non potevamo immaginare che fosse tutto frutto della nostra fantasia, del peggiore degli incubi che di li a poco si sarebbe trasformato in un viaggio verso il mondo dei morti e degli immortali. Troviamo delle scale. Decidiamo di seguire l'istinto e di salirle: magari oltre le scale troviamo qualcuno che ci può aiutare.
Arrivati in cima, troviamo davanti a noi solo penombra, lapidi, nebbia, un altro cancello ed una piattaforma con disegnata la stella a cinque punte; nel centro una bambina mora, distesa a terra, gioca con una bambola. Non una bambola normale, ma una bambola con le corna. La bambina è come protetta da un bozzolo di luce che scende dal cielo. Strano, molto strano. Dove siamo finiti? Decidiamo che non ha senso continuare a piedi e approfittiamo di alcune panche per riposare un po' in attesa che passi qualcuno; d'altronde non c'è nessun altro posto dove possiamo andare.
4All'improvviso Mario sente qualcuno che gli tocca la spalla e dietro di lui c'è una signora, vestita di nero in stile anni trenta. La donna tiene un vassoio in mano e sul vassoio...la testa di un uomo! Suo marito, dice lei. Urliamo, cerchiamo di alzarci e di scappare. Ma davanti a noi c'è un uomo, alto, grosso, con un enorme bozzolo sulla fronte, che ci blocca e ci spinge di nuovo sulla panca obbligandoci a guardare la fine del nostro incubo: “Una volta iniziato lo spettacolo è impossibile andare via!”
Siamo terrorizzati da quello che succederà nei prossimi venti minuti: anime perdute che vagano per la piazza del cimitero ci circondano, alcune piangono, altre ridono, altre scappano in cerca della luce che non c'è, se non al centro. Ma lì dove sta la bambina è impossibile arrivare: nessuno riesce a superare quel fascio di luce, è impossibile! Ci provano, ma non ci riescono. Un infermiere con una motosega corre per la piazza, si avvicina, da gas al motore e ci taglia la gola. Ma non moriamo. Siamo nel mondo dei morti, non possiamo morire qui!
All'improvviso l'enorme cancello si apre e compare lui, il Diavolo, con tanto di corna, belle e seducenti, e di zoccoli; cammina a fatica e raggiunge il centro della stella, gli altri scappano, terrorizzati da questa figura autorevole. Lui riesce a superare il fascio di luce, si avvicina alla bambina che si rivela essere una nana adulta, anche lei morta: “L'avete svegliata, ora dovrete subirne le conseguenze! Finché dormiva eravate al sicuro, ma l'avete svegliata, ed il vostro peggiore incubo è appena iniziato!”
Buio!
La sottile luce si riaccende su una bara messa in piedi, due monaci aiutano il Diavolo ad aprirla. Esce lui, Nosferatu, bello come solo la morte può essere, e con un accento spagnolo che lo rende ancora più sexy! La morte è sexy.
Ci guarda e ci invita a stare seduti: Poveri, patetici, inutili mortali, avete deciso di varcare quel cancello, di inoltravi in questa avventura! Se sarete fortunati ritornerete a casa, ma l'incubo continuerà nel vostro letto, all'interno di quelle mura dove pensate di essere al sicuro!” Poi si gira e inizia a insultare altri mortali; non siamo gli unici in questo posto, ma ce ne accorgiamo solo ora.
Di nuovo buio.
Che l'incubo abbia inizio!
6Al centro della piazza scende una donna, bella, formosa, appesa a una fune. Come posseduta inizia a fare acrobazie utilizzando solo la fune e la sua forza. Bello, bellissimo, brava! Restiamo con il naso in su a guardarla, rapiti dalla forza non umana che la guida in queste evoluzioni sul nulla. È la sua immortalità a renderla così? Essere vampiri rende davvero così?
Il nostro sguardo si sposta poi su un pagliaccio che parla in italiano ma senza nessun accento. La sola figura del pagliaccio ècomunque inquietante, figuriamoci questo! Aspetto il momento che tu esca dal mio sogno, dal mio incubo, perché non mi piaci, non mi fai ridere ma non mi fai nemmeno paura: sei una figura inutile, apparsa solo per un dispetto del Diavolo perché sa che i pagliacci mi fanno schifo!
Mi trovo ora in una stanza con un solo letto e una suora inginocchiata a fianco che prega. Come sono finito qui? Il letto respira! Le lenzuola si gonfiano e sgonfiano seguendo il ritmo del respiro umano, ma quello che c'è sotto non lo è. Due gemelle asiatiche, ormai in putrefazione, si alzano e iniziano a contorcersi assumendo posizioni inumane che rapiscono e ti ipnotizzano. Improvvisamente spariscono e appare una vampira sado che dichiara il suo amore per il dolore e rapisce un mortale. Inizia a giocare con lui, lo lega, lo tortura incappucciandolo e lo lascia mmobile a subire il terrore di non vedere dove finiranno i coltelli che lei ha deciso di lanciargli – solo per il proprio diletto, per farla ridere di piacere. E questi da dove arrivano? Quattro zombi di colore che fanno acrobazie da terra! Giocano con il fuoco, si danno fuoco, lo mangiano e saltano! Saltano e continuano a saltare!
Nosferatu e la nana morta ci ricordano che se vogliamo possiamo riposare la mente, pensando a nulla, ma per al massimo quindici minuti.
L'infermiere con la moto sega che prima cercava in tutti i modi di ucciderci senza riuscirci, adesso si trova al centro del cimitero sotto a una strana gabbia rotonda con un braccio simile al pendolo di un orologio. Entra in questa gabbia e con una forza incredibile comincia farla girare su se stessa, facendo evoluzioni e salti che sfidano la forza di gravità. Lo spostamento d'aria che si genera ci fa rabbrividire, come una brezza mortale che ti avvolge piano piano.
Buio!
Un fascio di luce illumina una donna in camicia da notte, una sonnambula. Dietro di lei appare il Diavolo che attacca i capelli della poveretta a una fune che spunta dal cielo nero. La donna viene sollevata per i capelli e sospesa in aria, poi inizia il suo martirio: una sequenza di giochi in aria e giravolte sempre più veloci. Speriamo che i suoi capelli non si spezzino, che lei non cada e non si svegli. Non può svegliarsi, lei è la morta sonnambula e se si sveglia, dovrà cambiare girone.
5Cavolo non capisco più nulla, ma che sta succedendo, dove sono? Guardo Mario in cerca di una risposta, ma è inutile. Sta fermo, con lo sguardo sul centro della piazza del cimitero stellato e non si accorge nemmeno che lo sto chiamando. Odore di incenso, quello buono,da chiesa, e un borbottio sommesso di voci. Mi giro e dal cancello sta entrando una processione di monaci, suore e il Diavolo: accompagnano un condannato a morte con tanto di carnefice e un cappio appeso a una trave. La processione finisce e rimangono solo il condannato e il bellissimo carnefice. Muscoli scolpiti, faccia nera per esaltare uno sguardo bianco e penetrante ed una tutina niente male... Ma ora sto sognando, questo non è più un incubo, è un bellissimo sogno. Invece no, quello che succede mi riporta alla realtà/finzione: l'uomo dal volto dipinto obbliga il povero condannato a fare acrobazie usando solo la sua forza immortale e l'equilibrio del poveretto, che non finirà impiccato ma decapitato da un ascia.
Poi come se un nuovo sogno stesse per iniziare, Nosferatu nella sua forma umana, finge di girare un film divertente, con l'aiuto di alcuni umani. Ma il sogno dura poco. Le luci si spengono, si sente un valzer e dal cancello arriva il Diavolo tenendo per mano la nana, la signora e padrona di tutto, accompagnata dagli immortali apparsi finora, ma nella loro vera veste: sono tutti vampiri. La sado-vampira morde il regista del film e questo si trasforma in Nosferatu davanti ai nostri occhi increduli, spaventati: “Mario adesso mordono anche noi! Diventeremo immortali!” Invece no! Ballano sulle note del valzer. Sono bellissimi nei loro costumi d'epoca, si divertono senza pensare a nulla, senza problemi, sprofondati in quello stato di spleen che solo la morte ti regala: voglio morire anch'io, voglio diventare immortale e vivere senza pensieri.
L'incubo è finito e anche questa versione horror del circo riesce nel suo intento, di non farti pensare a nulla per quasi due ore.
Buona notte!