dondoloC'era una volta un maialino che si chiamava Dondolo (Waddle) e viveva in una baita in mezzo ai boschi. La baita ospitava una sgangherata wunderkammer (The Mistery Shack/Il regno del Mistero), un bookshop a tema e l'abitazione di Stanley Pine, un uomo anziano, burbero e indecifrabile.

Dondolo masticava qualsiasi cosa gli capitasse a tiro e a Stan sarebbe tanto piaciuto abbandonarlo nel bosco o farne salsicce, ma il porcellino era il cucciolo di Mabel, la bizzarra nipotina pre-adolescente di Stan che, insieme al fratello Dipper, era arrivata nel cuore del bosco ad allietare le giornate del malmostoso prozio. Anche Dipper era abbastanza bizzarro ma più che al maialino era interessato alla commessa Wendy Blerble Courduroy e a un antico diario trovato in un albero cavo, inesauribile fonte di informazioni a metà tra un trattato di scienze occulte e una guida turistica alle mostruose stranezze del luogo.

stanfordpineÈ attorno a questa famiglia destinata a durare un'estate che si sviluppano le avventure di Gravity Falls, una serie animata prodotta da Disney Channel in cui la confusione adolescenziale trova modo di manifestarsi in situazioni incredibili. Lo spirito ironico e votato al nonsense del suo creatore Alex Hirsch è simile a quello di altre amatissime serie animate nate per un pubblico di adolescenti ma apprezzate anche da chi si colloca al di sotto e al di sopra del target d'elezione. Come Il favoloso mondo di Gumball, Regular Show o Adventure Time anche Gravity Falls è costruito per durare ed essere visto, rivisto e gustato in tutte le sue paradossali sfacettature. Come Il favoloso mondo di Gumball anche Gravity Falls ha un disegno rotondo e gradevole e ricorda i cioccolatini del famoso sketch dei Monty Python, appettibili all'esterno ma con un ripieno spaventoso, digustoso o tragicamente ridicolo. Come Adventure Time le avventure di Dipper e Mabel si svolgono in un mondo parallelo in cui vigono regole diverse da quelle seguite nel mondo umano e in cui gli avversari sono gnomi, alieni, bambini perfidi, zombi, dinosauri o i fantasmi degli anziani gestori di un minimarket, morti di un colpo a causa delle continue provocazioni inflitte dai giovinastri che stazionavano nel parcheggio.

mabeldipperpineMa al contrario delle serie citate in cui i protagonisti sono zoomorfi o vivono in contesti decisamente fantastici, Gravity Falls è ben radicato nella quotidianità e nelle sue banali contraddizioni: sembrare più grandi, continuare a comportarsi da bambini, avere un ragazzo, trovare una ragazza, cercare di scaricare entrambi, sembrare trasparenti quando si ha alle spalle un miterioso passato, intelligenti quando si è tonti, tonti quando si era brillanti scienziati. Si potrebbe dire che Gravity Falls sia una serie sull'apparenza e sul doppio, temi che piacciono molto ai critici adulti; la definizione è di per sé corretta ma è lo stile con cui Hirsch la applica che rende tutto iperbolico. Il maturo (e paranoico) Dipper e l'entusiasta (ed eccentrica) Mabel sono gemelli, così come lo sono il prozio Stan e Stanford “Ford” Pine, uno scienziato sui generis che da trent'anni è scomparso in un portale spazio-temporale a causa di un litigio con il fratello. Tutti questi gemelli devono probabilmente la loro esistenza ai personaggi reali su cui il creatore ha modellato le proprie creature, ovvero se stesso e le proprie sorelle gemelle. Questa fonte diretta permette di descrivere le relazioni fraterne con particolare acume e profondità: la solidarietà e l'affetto, così come il conflitto e la divisione, si alimentano soprattutto in circostanze apparentemente irrilevanti ma capaci di scatenare cataclismi. Il contrasto tra le la stramberia delle situazioni e le psicologie dei personaggi, articolate certo ma facilemente comprensibili e riconoscibili nell'esperienza di molti, crea il contrasto più efficace e divertente, così come le citazioni indirette di un immaginario cinematografico e mediatico manipolato, parodiato e imitato in modo intelligente procurano quel valore aggiunto che delizia gli adulti. Mabel vince Dondolo a una fiera organizzata dal prozio perché riesce a indovinare il peso esatto del maialino (Babe, maialino coraggioso); Bill Cipher, folle e antica cretura proveniente dal Regno dell'Incubo per scatenare la Weirdmaggedon nell'universo, è ispirato al Gordon Cole di Twin Peaks (e in mancanza della disponibilità di Lynch a doppiarlo ha provveduto lo stesso Hirsch, rendendo la citazione ancora più letterale); il tuttofare del Regno del Mistero, Jesus Alzamirano Ramirez è soprannominato Soos, una contrazione del suo nome di battesimo onofona alla pronuncia di Seuss, l'autore del Grinch e di tante altre rime e disegni bizzarri e a volte sottilmente crudeli; la presenza di agenti federali sottolinea il riferimento a X-Files, i dinosauri conservati dell'ambra arrivano da Jurassic Park, il tritone messicano Marmando, confinato nella piscina comunale, ricorda Lady In The Water e così via. Ulteriore delizia, ogni episodio contiene un crittogramma decodificabile con codici diversi, indicati nel corso dell'episodio; all'interno di singole inquadrature e nei titoli di coda si trovano dei cifrari con finalità insieme ludiche e di atmosfera: se Dipper è impegnato a trovare il cifrario di sostituzione simbolica ideato da Ford Pine per rendere il proprio diario sicuro, perché gli spettatori non dovrebbero avere qualcosa per tenersi impegnati?
Gravity Falls ha tutte le caratteristiche per consolidarsi negli anni a venire come una “serie di massa di nicchia”: vivace, intelligente, gradevole, ironica e in grado di non esaurirsi in se stessa. Le infinite versioni del tema di apertura arrangiato per orchestra e a cappella, remixato in stile hip hop e garage, disponibile in 16bit e in un loop di dieci ore, testimoniano non solo l'affetto dei fan ma anche le possibilità di manipolazione e addattamento che la serie offre sotto tutti gli aspetti. E proprio queste caratteristiche così peculiari sono state difese da Hirsch in modo apparentemente autolesionista ma efficace sulla lunga distanza. Alla fine della seconda stagione, conclusasi il 15 febbraio 2016, Alex Hirsch ha deciso di terminare Gravity Falls per non logorare la serie facendole perdere vivacità e forza creativa.
Allungatori di brodi e creatori industriali di reboot, prendete nota.