Live Action

Doctor StrangeNon sono un'assidua frequentatrice del MCU e già il fatto di usare questa sigla al posto della versione estesa Marvel Cinematic Universe mi fa sentire come quelle persone insignificanti che chiamano i personaggi influenti per nome, a dimostrazione di un'inesistente familiarità. Certo non sono cresciuta in una caverna e so di cosa stiamo parlando, ma resto una dilettante sotto molti punti di vista. Per esempio, non ho mai risolto i problemi che mi danno i gruppi affollati come gli X-Men o gli Avengers: dimentico facce e nomi nel mondo quotidiano, figurarsi in quello immaginario!Eppure queste caratteristiche mi rendono un eccellente tester per il MCU: vado incontro ai film a testa bassa, senza pregiudizi o aspettative, con il distacco dell'ateo e la speranza di chi cerca la redenzione. Non capita quasi mai ma non lo vivo come un sanguinoso tradimento. 

Jakie di Pablo LarràinNell’esatto momento in cui una persona si trasforma in un’icona, perde la sua unicità a favore di un’immagine di consumo pubblico. Questo simulacro è ciò che la memoria collettiva conserva e consegna al tempo, un ricordo sbiadito, un fantasma che è perfettamente riconoscibile ma che ha perso la sua umanità. L’icona è l’emblema di un’epoca, di uno stile, di un genere o di qualsivoglia valore le si attribuisca e come tale non può più essere di carne, ossa e contraddizioni, ma un’immagine divinizzata da venerare.

le mele di adamo posterA dispetto di tutti i programmi di cucina che si accalcano in televisione e che fanno sembrare certe ricette da gran chef alla portata di tutti, per Adam Pedersen (Ulrich Thomsen, La comune, Festen), ex detenuto in fase di riabilitazione nella parrocchia di padre Ivan (Mads Mikkelsen, Dopo il matrimonio, King Arthur), la realizzazione di una torta di mele si rivela un'impresa titanica. 

SPOTLIGHTSi esce in silenzio dalla proiezione de Il caso Spotlight. E non sono stato soltanto io a farlo, ma tutta la sala, piena come non mi capitava di vedere da molto. Sono uscito senza parole, perché non ce ne sono molte che possano tradurre la rabbia, il dolore, il disagio e la nausea.