transparentÈ autunno. Io lo so bene e non perché le foglie si tingano di qualche romantica sfumatura aranciata, ma perché iniziano le serie televisive nuove! YES!

Quest’oggi scrivo per rendere pubblico un servizio che fornisco a pochi, ma affezionati clienti ormai da anni: La Guida Per Riconoscere I Propri Santi Televisivi.

 

Iniziamo subito dividendo le nuove uscite della stagione tra Gotham e Non-Gotham, perché la nuova serie che il buon vecchio Bruno Heller (The Mentalist e Roma) ha ideato per Fox è praticamente il caso televisivo della stagione: cast stellare, pubblicità infinita, il prequel/spin-off sulle origini de Il Cavaliere Oscuro, “l’opera-che-farà-per-Batman-quello-che-Smallville-ha-fatto-per-Superman” (cioè rendere particolarmente orrenda ogni versione cinematografica successiva). Date le premesse abbiamo due strade percorribili: il capolavoro assoluto che farà la storia del genere fumettistico in tivù, oppure una solenne cagata. Il pilot vira pesantemente verso la seconda ipotesi, dovrei vedere almeno altre due puntate per condannarlo definitivamente, ma non so se ne avrò la forza. Com’era prevedibile, Gotham è poco meno di una banale accozzaglia di memorabilia di Batman, che mi chiedo se i fan apprezzino alla fin fine. Tra qualche settimana mi deciderò a vedere le altre puntate, sperando vivamente che fosse solo il pilot ad essere così incredibilmente noioso. Tra parentesi, ma puoi in una puntata presentarmi Pinguino, l’Enigmista e Poison Ivy tutti agli albori della loro attività criminale, in fila indiana e possibilmente con un cartello con i nomi come al Comicon? Ma veramente sembriamo così scemi?!
Veniamo ai Non-Gotham: io sostengo da anni che l’unico posto dove si possa parlare di donne con un minimo di cognizione di fatto, sia la serie televisiva. Il cinema commerciale è rimasto agli anni Novanta televisivi, mentre la tivù sta evolvendo (Deo gratias), quindi allacciatevi le cinture, donne di tutto il mondo, perché si preannuncia un autunno succoso! Intanto, premetto che dico “donne” perché il maschio medio eterosessuale i telefilm “da femmine” non se li vede per principio (The West Wing tutta la vita, ma Madame Secretary manco morti!), così mentre noi signorine ci becchiamo l’acclamatissimo e misogino come pochi True Detective, i maschietti stanno alla larga da tutto quello che abbia a che fare con le femminucce al comando. Questo non toglie che, essendo il gentil sesso spettatore pagante (e numeroso!), un po’ come un annoiato Flaubert scrisse Madame Bovary, in qualche network un ancora più annoiato executive approva pilot di telefilm per noi pulzelle.
E così arriviamo a parlare di quello che i critici considerano il cancro della serie tv made in USA: Shonda Rhimes. La matrona mulatta, con un nome da romanzo di Sapphire, di Grey’s Anatomy, Private Practice e Scandal che quest’anno produce il nuovissimo How To Get Away With Murder, le cui prime due puntate sembrano piuttosto intriganti. Un bel legal thriller tranquillo, con morte misteriosa annessa e una protagonista dispotica e nera (pista aperta sempre dalla Rhimes con Scandal). È presto per dire se ho indovinato l’assassino ma, se non ci ho preso, diventerà la mia nuova ossessione, anche perché la grandissima Alicia Florrick di The Good Wife, una delle serie meglio scritte di questi anni, per me, ha un po’ rotto i coglioni.
Sempre dalla parte delle bambine arriva Tea Leoni a cambiare il volto della politica americana con Madame Secretary, di cui sono uscite tre puntate, tutte e tre belline e qui aspettiamo con ansia che il Segretario di Stato con figli comunisti e marito in secondo piano, ci faccia divertire davvero.
E veniamo al mio favoritissimo Transparent di produzione Amazon (da cui sto ancora aspettando Bernal nel seguito del pilot di Mozart In The Jungle - bastardi fate uscire la serie!!!!), scritto e diretto da quella geniaccia di Soloway (Afternoon Delight). È la storia di un sessantenne, padre di famiglia divorziato, che diventa/decide di essere (qual è il termine politically correct?) un travestito. Pilot bellino, speriamo continui così.
Poi c'è Gracepoint, remake dell’inglese Broadchurch: volete la novità strabiliante, mozzafiato, sconvolgente, la cosa inattesa e per niente banale? Eccola: era meglio Broadchurch. Ma c’è sempre David Tennant e anche questo è scritto da Chris Chibnall, quindi gli darò diverse chance.
Mi perplime invece il pilot di The Affair, storia di un tradimento raccontata dal punto di vista di lui e di lei. Palloso, come tutte le cose sull’amore tendono a essere per chiunque non sia innamorato, ma l’idea è interessante e un altro tentativo lo farei.
Non mi esprimo invece sulle prossime uscite di State Of Affair, storia di un'agente della CIA al servizio diretto del Presidente, ribelle e non convenzionale come tutti gli agenti segreti al servizio diretto del Presidente: per carità di Dio! E mi astengo anche su Flash, dai creatori di Arrow – e non credo serva aggiungere altro.
Sul fronte sit-com, Black-ish è simpatico, ma niente di che. A to Z è noiosone, Selfie è la fine. Resta fuori la sit-com di quest’estate, l’opera che mi ha mantenuta in vita ad agosto: You’re The Worst, ecco quello è un capolavoro della comicità! Forse solo perché il protagonista ha l’accento inglese. Io sto trepidando per la seconda stagione, comunque.
E nell’attesa, vado a vedere Downton Abbey!