DW2Nella storia mondiale della televisione ci sono state tappe fondamentali che ne hanno determinato lo sviluppo tecnologico, contenutistico ed estetico. Il 23 novembre 2013 è la data che verrà ricordata come la migliore festa di compleanno di una serie televisiva: la messa in onda in contemporanea in 75 paesi del mondo e in 1500 sale cinematografiche britanniche della puntata del cinquantenario.

Non poteva essere diversamente se pensiamo che la festeggiata era Doctor Who,la celebre e longeva serie di fantascienza della BBC. Si è trattato di un momento unico, un evento di portata mediatica ed emotiva che sarà difficile eguagliare. Quando si parla di Doctor Who non è possibile analizzare solo i dati tecnici, le informazioni, i record stabiliti o le significative tappe storico-sociali (Verity Lambert è stata la prima produttrice televisiva donna alla BBC, Delia Derbyshire, una delle prime compositrici di musica elettronica a lavorare per la televisione), farlo sarebbe come leggere Douglas Adams e trovare nei suoi libri solo delle incoerenze fisiche. Ecco perché scrivo evento di portata emotiva.

L’intelligenza dell’operazione non si ferma a mettere in scena una puntata speciale della serie ma va oltre, mascherando un necessario reboot in un’avventura che riflette, con la giusta dose di autoironia, sulle scelte fatte nell’arco di tempo delle ultime tre rigenerazioni del Dottore (9°, 10° e 11°). Sono esilaranti i momenti in cui il Guerriero, John Hurt, chiede ai due se stesso del futuro come mai la rigenerazione li ha resi sempre più giovani, quando la smetteranno di comportarsi come dei ragazzini e per quale motivo usano i cacciaviti sonici, degli strumenti scientifici avanzati, come fossero armi. In queste battute è racchiusa l’indicazione dei nuovi percorsi emotivi che l’amato alieno anarcoide dovrà percorrere per evitare che le sue avventure diventino la sterile ripetizione di se stesse. È arrivato il momento di crescere, di darsi nuovi obiettivi coraggiosi e di andare avanti verso un futuro che ha modificato il proprio passato quel tanto che basta per lasciarsi alle spalle il rimorso (10° Dottore), per smettere di dimenticare (11° Dottore) e ricominciare a esplorare “la vita, l’universo e tutto quanto”. I volti di Christopher Eccleston, David Tennant e Matt Smith e le sceneggiature di Russell T Davies e Steven Moffat hanno ridato nuova luce e mercati alla serie, è proprio grazie all'attenzione nella scrittura e nella supervisione delle sceneggiature che agli occhi dello spettatore questo cambio di rotta appare naturale, quasi inevitabile. In una serie così longeva, infatti, il pubblico muta costantemente e mantenere vivo l’interesse attraverso le generazioni è una sfida ardua, che implica l’esatto bilanciamento tra la coerenza con il progetto originale e la realtà contemporanea.

Dovendo riepilogare posso solo dire: sigla originale, dettagli preziosi, scelte, gag e memorabili battute, risate e lacrime, Zygons, Dalek, Elisabetta I, Momento, vortici temporali, Tom Baker, Dottore. E questo solo per rendere l’idea. Per tutto il resto e soprattutto per i fanatici della coerenza scientifica ricordo solo che è tutto “wibbly wobbly timey wimey”.