Cinema

scorseseCi sono delle risate che feriscono, sorrisi che gelano e allegrie che angosciano. Film nei quali il buono di turno, anche troppo buono per essere vero, viene cacciato nel fango e lì rimane, coprendosi di ridicolo a tal punto da suscitare il totale distacco dallo spettatore. Come vi sono degli antieroi che, per quanto autentici seminatori di malefatte e autodistruttivi, ottengono tutta la nostra comprensione, o ammirazione, dal momento in cui iniziano a pagare i loro errori con l'ignominia o addirittura la morte.

hotel ZubrowkaAnni fa mi è capitato di assistere a una lezione pubblica di Damiano Damiani durante la quale il regista ha ribadito più volte che fare il suo mestiere e non avere un'incontenibile desiderio di disegnare, anche in modo approssimativo, è una contraddizione.

I piccoli grandi spettatoriCapita, nella grande offerta di film proposti dalla Berlinale, di sbagliare sala. Essere nel cinema giusto, all’orario giusto, ma nella fretta entrare in una delle tante sale di un grande cinema e solo dopo essersi accomodati e ripresi un po’ dal freddo pungente, rendersi conto di aver sbagliato film. Almeno a me è successo così, nel mio ultimo giorno di festival di quest’anno.

ulisse doveseiÈ opinione comune considerare i fratelli Joel e Ethan Coen come tra i maggiori registi del filone postmoderno, abili a oscillare tra i più disparati generi cinematografici pur mantenendo sempre una cifra stilistica personale. Sopra a ogni cosa ai due va riconosciuta la capacità di saper raccontare una storia in contesti sempre credibili, offrendo allo spettatore evoluzioni narrative che hanno l'effetto di tenere incollati gli occhi allo schermo, aspettando la prossima mossa dei personaggi.