Non capisco come mai1La prima e principale produzione del Centro Commerciale è la spazzatura: dei bidoni, dei ristoranti, dei negozi e degli esseri umani. Esiste al di sotto del pianterreno del CC un intero spazio dedicato alla spazzatura: dalla raccolta allo smistamento, fino a un primo sommario riciclaggio. Chilometri di sacchetti di plastica trasparente ammassati negli angoli di ambienti asettici ma maleodoranti, divisi per scompartimenti e per bidoni colorati: blu per il vetro, nero per l'umido e rosso per la carta.

Ogni notte, decine di impiegati in divisa raccolgono questa spazzatura e la trasportano via, in modo che ci sia spazio per quella del giorno seguente. E così via, ogni giorno, tutto il giorno, tutto l'anno. Manco a dirlo, il tutto è perfettamente e albionicamente scandito da movimenti e orari prestabiliti, in modo che anche una siffatta iper-produzione di spazzatura venga smistata il più in fretta possibile in modo da non balzare agli occhi.

Ma la spazzatura materiale non è la sola che il CC produce: ne esistono altre, altrettanto inquinanti e non solo per l'ambiente. Quando pensiamo alla spazzatura, pensiamo automaticamente al gesto di buttate via qualcosa che non serve più. Esattamente quello che succede per i detriti, avviene per il tempo. Quanto ne viene sprecato per fare shopping? Quanto per consumare troppo cibo (che produrrà altra spazzatura) e quanto per non pensare a ciò che di triste e squallido c'è nelle proprie esistenze? “Sprecare il tempo ammazzandolo, per non pensare a quando di misero ci sia nelle nostre esistenze”, questo dovrebbe essere il motto scritto all'entrata del CC. Ancora una volta: compra, mangia (e il“caga”, dove l'hanno messo? Se lo sono dimenticato? Lo dico io: CAGA. CAAAGAAAA) e non pensare: la vita è bella! Corri al primo piano che c'è l'offerta sui jeans, prendi le scale mobili e vai al terzo che è uscito il nuovo tablet, ma passa per il secondo piano dove regalano gli assaggi di gelato. Visto che sei al terzo piano, devi partecipare all'estrazione di questa magnifica automobile, dai! Vivi in una council house con la moquette ruggine degli anni '70? Sono sicuro che ti meriti questo bellissimo televisore da 62 pollici col 3D. Non dimenticare di sbiancarti i denti qui nel terrazzo del CC, e visto che aspetti in coda scarica gratuitamente la app per il tuo iPhone5 che ti indica la via più veloce per raggiungere il tuo negozio preferito! Prenota un massaggio, telefona per fermare un tavolo al ristorante e chiama gli amici per un'entusiasmante partita a bowling per il tuo dopocena, che emozione! Et voilà, la tua giornata è passato in un attimo. Il fatto che ci siano così tante persone che possano permettersi il lusso di buttare via il proprio tempo perché evidentemente non gli serve affatto è piuttosto angosciante e mi fa arrabbiare, soprattutto perché avendone decidono di ammazzarlo al CC.

Non capisco come mai2Mi si potrebbe obiettare che non è dove si impiega il proprio tempo, ma è come lo si impiega a fare la differenza. Magari c'è chi trascorre un intero pomeriggio al CC con gli amici divertendosi un mondo o trascorrendo piacevoli ore in compagnia della famiglia. Io rispondo che se in una città come Londra, davvero l'unico modo che si conosce per divertirsi con gli amici è quello di fare shopping, allora mi deprimo e non poco. Quand'è che il 'comprare' si è sostituito a 'occupare il tempo'? C'è stato un progressivo shift che ha sostituito i due significati, evidentemente.

Lo spreco del terzo livello è ovviamente legato ai primi due ed è lo spreco di soldi. Sapete come sagaciamente hanno pensato di far bruciare i soldi qui a Stratford? Costruendoci un bel casinò. Come si brucia la spazzatura, così si bruciano i soldi. E qual è il modo migliore per disintegrare la povera gente? Con l'alcool e la droga ci vuole troppo tempo, meglio piantare nel bel mezzo del CC un gigantesco Casinò 24/7. Capito? VENTIQUATTRO-ORE-SU-VENTIQUATTRO-PER-SETTE GIORNI-SU-SETTE. Di nuovo et voilà: vite distrutte in una frazione di secondo. Se scrivessi noir avrei un perfetto plot per il mio libro: un quartiere povero, un casinò dentro un centro commerciale, un grosso debito = un omicidio per mezzo della mafia locale. La colonna sonora la vorrei composta rigorosamente da David Holmes! Non so se ci si rende conto della gravità della cosa, ma aprire un casinò in una zona delle più povere di Londra è proprio da sciacalli: chissà come mai non è stato aperto a Notting Hill, dove la gente ha già molti soldi e non ha bisogno di sperare di farne col gioco.

Davvero non capisco come mai!