baratto1In una puntata de Il Testimone http://ondemand.mtv.it/serie-tv/il-testimone/s06/il-testimone-s06e11-pif-fuori-dal-mondo Pif si reca a Berlino per conoscere Rafael, un ragazzo di trent'anni che da quattro proclama lo sciopero del denaro. Da quattro anni rifiuta il denaro come strumento di scambio universale e sopravvive, come afferma lui, grazie alla generosità della gente. Sembra un'utopia o una scelta da matto, ma a quanto pare ci riesce, e non si limita solo a questo, poiché assieme a qualche altro amico con cui condivide questo diverso stile di vita, Rafael ha fondato un'associazione che si basa sulla spartizione e donazione di cibo: le persone ne possono donare ad altre lasciando le provviste in alcuni cestini collocati in punti strategici della città, il cui stato e posizione sono consultabili on-line (www.foodsharing.de).


Vivere in modo dignitoso, però, non consiste solo nell'avere qualcosa da mangiare, ma, almeno, riuscire a vestirsi, avere una casa e affrontare le difficoltà di salute, che si tratti di malattie o curare una carie.
Nella società capitalistica si può entrare in possesso degli oggetti e usufruire di determinati servizi solo pagando, mentre la filosofia di Rafael si basa in parte sul mutuo aiuto, che va dallo scambio di favori al baratto, ma, in parte maggiore, sulle donazioni offerte da persone solidali al progetto dello "sciopero del denaro".
Questa puntata è stata trasmessa all'incirca tre mesi fa, ma ancora adesso mi capita frequentemente di pensarci, di alzarmi alla mattina, guardarmi allo specchio e veder apparire questo giovane tedesco biondo dall'aria messianica, che abita con una famiglia che non è la sua e vive, di fatto, grazie al lavoro di altri, con l'unico merito di aver creato una piattaforma di condivisione di beni di prima necessità. Geniale. Ma mi fa anche incazzare.
L'idea di boicottare la moneta non è nuova, ma pochi l'hanno attuata in modo così estremo e con relativo successo. Nella sua ingenuità immaginare di non dover dipendere dall'andamento della finanza, dalla macro e micro economia, campando senza un soldo in tasca è affascinante e liberatorio. Anche se la gente fosse davvero ben disposta a un cambiamento tanto radicale questo modo di vivere, però, non può essere intrapreso dalla maggior parte delle persone per un motivo esclusivamente logico e numerico: se aumenta il numero di persone che vivono grazie ai beni in eccesso o regalati dalla società, diminuisce proprio quel numero di persone a cui appigliarsi. Semplificando, più sono le persone che si cibano con gli avanzi meno avanzi ci sono in quanto c'è meno gente che consuma per prima. Questo sistema è strutturato a piramide, solo che la piramide deve mantenersi rovesciata, altrimenti comporterebbe il blocco dello sviluppo e dell'andamento economico, fino all'arretratezza.
L'atteggiamento scelto da Rafael è, dunque solo per pochi, in quanto si affida e dipende dai quei più che possiedono e che sono disposti a spartire con altri i propri averi. Scegliere di auto-escludersi dall'economia reale è una scelta un po' meschina perché schifa i soldi e la proprietà quando ci si trova comunque ad averne bisogno, in quanto, per traslato, ci si basa su quelli di terzi per sostenersi: come dire, il ruolo sporco lo lascio a voi.
Un conto è il lato ecologico di questo pensiero – il riciclo e il riutilizzo di materiale che andrebbe al macero – che cerca di contenere gli eccessi di una civiltà sprecona, ma anche lo scambio di favori in stile "buon vicinato" o banca del tempo, che ci rendono un po' più umani sono da considerare positivamente, un'altra questione è invece vivere sulle spalle degli altri.
Ancor più, oggi la moneta è, per fortuna o purtroppo, l'unico strumento dal valore obiettivo e flessibile che consente lo scambio dei beni in un mondo globalizzato, quindi, ad esempio, posso acquistare una merce dall'altro capo del mondo senza dover andare a casa del venditore a lavare i piatti per sdebitarmi.
La moneta nacque per sopperire una serie di lacune intrinseche al sistema del baratto (deperimento della merce, difficoltà nel valutarne la qualità o nel mettersi d'accordo sui prodotti da scambiare, specie se non si possiedono merci idonee, con conseguente iniquità del sistema e complessità del baratto multiplo ecc.), mentre, d'altra parte, in quest'epoca, le scelte politiche di alcuni governi europei compromettono la liquidità della circolazione di denaro causando l'impoverimento di una buona fetta della popolazione come esito finale di un articolato processo…ma qui non vogliamo prettamente discutere quale delle due forme di pagamento sia migliore.
Rafael, in verità, non ha fatto la scoperta del secolo, ha solo avuto la faccia tosta di metterla in pratica, solo che, attraverso la testimonianza di Pif, dà l'impressione che tutti gli altri – che lavorano per guadagnarsi il pane dedicando parecchie ore del proprio tempo ed evitando di elemosinare da altri un tetto, una zuppa o una visita medica, ripagando solo con sacchi di riconoscenza – siano dei fessi. Ciò che Rafael fa passare per etico, sotto sotto non lo è poi così tanto. O forse sono io troppo démodé da credere che ogni prestazione vada equamente ripagata, che a un ricevere si contrappone a giusto tempo il dare e che guadagnarsi da vivere sia un motivo di grande orgoglio e dignità.