t1È da tantissimo tempo che non scrivo nulla. Non perché non ne abbia avuto voglia, ma perché sono stato molto impegnato, sia fisicamente che mentalmente. La “direttora” ha cercato più volte di spronarmi, anche con la violenza psicologica, ma alla fine ha capito che su di me non funziona. Visto però che i miei sensi di colpa stanno diventando troppi pesanti da portarmi appresso, e visto che sto passando il mattino ad accarezzare la mia gatta in attesa che arrivino le 15.00 per andare a fare l’ennesimo sopralluogo, ho deciso di “buttare giù due righe” nella speranza che la direttora apprezzi e le pubblichi.

t2Moda non è solo abiti, tessuti, cristalli, borchie (adesso hanno rotto le palle! basta!), luccichii, cosmetici, profumi e balocchi, ma è anche disperazione e soprattutto depressione, poco senso della vita.

Ehehehehe esatto: depressione, desolazione, tristezza e a volte subentra anche lo sdoppiamento della personalità! Beh, dopo un po’ uno prova a costruirsi un alter ego e cerca di farlo vivere nel mondo parallelo, quello reale.

Anni e anni a correre, a vivere sei mesi avanti rispetto al resto del mondo, a cercare di “costruire” qualcosa che faccia di nuovo sognare e che quindi venda, a far finita che sia tutto “normale” e che siano gli altri a “stare indietro”, a pensare a cosa sia più adatto o no, a chi sia il personaggio più giusto, il fotografo più “figo del momento”, a parlare di milioni e milioni di euro, per poi vedere tutto sparire nel giro di 15 minuti (il tempo medio di una sfilata) o 10 giorni (il tempo di una campagna vendita).

Poi?

Beh, poi è compito dei direttori dei negozi e degli “assistenti alla vendita” (commessi!) far sì che l’ignaro “essere umano medio” spenda per comperare la t-shirt con stampato il cervo che al Mercato di Papiniano a Milano trovi a 10 euro in puro sintetico (fa le scintille... giuro!) ma nei negozi “della moda” trovi a 250 euro.

Ma signora, è in cotone!!!

E sticazzi!!

E gli altri che fanno?

Noi riprendiamo a correre!

Fra poco verrà presentata la nuova collezione, quella che sarà in negozio fra sei mesi - a volte di più.

Dobbiamo studiare come far conoscere questa collezione, come convincere che va acquistata.

Cavolo dai! Corri, scrivi, chiama, inventa, scatta, trova lo spazio, organizza, fai una strategia.

No, non va bene!

Cambiala!

Non sai un cazzo!

Muoviti, sei in ritardo!

Viaggia, ogni tanto mangia, corri di nuovo.

Ma che cavolo hai fatto?! Va cambiato tutto! Così non funziona!

Scusa, ha cambiato idea non vuole più quello ma vuole qualcosa di più “emozionale”.

t3Ma ogni tanto ricordati di respirare. Fatti una pista di cocaina così non ti stanchi e non smetti di correre. Ma soprattutto prendi gli ansiolitici e gli antidepressivi perché altrimenti non ce la fai più, cedi, smetti di correre ed improvvisamente non sei più utile.

NON SERVI PIÙ A NULLA!

SEI UN FALLIMENTO!-

Mamma, come sei tranquillo! Si vede che sei sotto psicofarmaci!

Ma vaffan!!!

L’alternativa? Cambiare lavoro, mandare a quel paese la moda ed il lusso e finire in qualche cartoleria a vendere il cerone colorato a qualche ragazzina per carnevale o a elogiare l’agenda dell’anno appena iniziato, sperando che “l’essere umano medio” apprezzi e comperi: “Guardi, la stessa versione c’è anche in pelle... La trovo molto elegante. Lei no?”

Oppure scappare, cambiare città, nazione con l’illusione di “rifarti una vita”.

Quante volte ci ho pensato – e quante volte ci penso ancora?

Troppe!

Ma poi pensi che alla fine questo è il tuo mondo, quello in cui sei cresciuto, in cui sei più o meno conosciuto, apprezzato o no (chi se ne frega, i farmaci aiutano a non pensarci) e vai avanti, con la speranza che prima o poi cambierà: “Cazzo, è una ruota che gira no? arriverà di nuovo il momento di gloria!”

E sì, perché nella moda tutto alla fine è ciclico, anche la tua ascesa e caduta. Puoi impegnarti quanto vuoi a “rimanere in alto” ma inevitabilmente prima o poi cadi! Per un errore, una “ristrutturazione aziendale” (ne fanno troppe ultimamente) o più semplicemente per una tua decisione.

Basta psicofarmaci, voglio tornare a vivere!

Ed ecco che però poi ti manca e torni indietro.

Oramai sei ammalato, non puoi più farne a meno!

Sei troppo abituato a correre, a vivere nel lusso, ad andare a cena da Nobu e salutare chiunque sia seduto, a ricevere gli inviti per i party, a pubblicare su fb quello che hai appena finito o la nuova campagna pubblicitaria del brand per il quale hai da poco iniziato a lavorare, a salutare tutti con un sorriso durante le sfilate, a far finta che ti interessi davvero, che è quello che vuoi. Anche in un’altra città, in un’altra nazione.

t4

I farmaci? Quelli non li prendi più da qualche tempo, da quando sei caduto. Ma non preoccuparti, fra poco torneranno a essere di nuovo i tuoi migliori amici, quelli che ti aiutano in caso di necessità, quando ritornerai di nuovo a casa e scoppierai in lacrime perché: “Non ce la faccio più!”

È una ruota che gira.


Le luci, i flash, i tessuti, il cantante famoso o l’attore che indossa alla notte degli Oscar gli abiti dello stilista per cui lavori, diventano le tue soddisfazioni, i tuoi scopi, i tuoi fake friends e ti illudi che sia giusto così, che è così che dev’essere.

La moda (e il lusso), questo scintillante mondo che affascina, che interessa e incuriosisce, che FA SOGNARE ma che inevitabilmente diventa il tuo peggiore nemico, la dipendenza che non riuscirai mai ad abbandonare.

È come se ti rendessi conto, improvvisamente, di essere stato inghiottito dalla balena di Pinocchio e non c’è via d’uscita, né davanti né dietro. Bisogna far saltare la balena con il rischio che tutto salti in aria e finisca.

Allora ti fai la domanda bastarda: “È quello che voglio davvero? Voglio rinunciare a tutto questo? Voglio tornare a essere nessuno?”

E sì, perché alla fine essere solo un essere umano non ti basta più.

Anche questa è la moda - che vi vada bene o no.